26.07.2010

...non si ascolta la riva dell'onda

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...non si ascolta il verso dell’onda se
l’oceano già ti possiede il cuore
e la riva è l’inferno per la chiglia che
 si offre a navigare l’eterno
 non si va a raccogliere vento
 per la vela
 ma appena arriva nel petto
 gli si ruba il respiro
 sogna con me
 il canto dell’anima alla stella
 rischia la chiglia per andare oltre
 porta la parola impossibile alla sua maledetta prigione
 togli la pelle blu al ansimante cielo
 e copriti gli occhi neri di quel universo senza parole
sogna
 naviga
 nutri chimera

dove si piazza caldo l’orizzonte
 dove tenebra e giorno si sfiorano
 c’è la nostra canzone
oggi che le stelle piangono lacrime inverse
 le lune sono satelliti dormienti
 i pianeti versano fiumi di sale sui pensieri
 oggi andiamo a respirare contro le aurore
 schivando i cristalli di ghiaccio dell’inverno tra le pareti di cemento
 scrivendo sull’albeggiare col sangue di tutti i sogni
sull’agonia dell’acqua in noi
cielo e casa.
Jacqueline Cristina Miù

Nello stretto cortile ( Attila József )

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Nello stretto cortile, lentamente,
come dal fondo di un pozzo, ora la luce
ritira la sua rete.
Già l’ombra ha sommerso la nostra cucina.
Sui cenci oleosi del cielo
si ferma e sospira la notte;
poi scende dalla città nei sobborghi,
poi si incammina attraverso la piazza
ed accende un po’ di luna, che arda.
L’umidità fruga nel buio,
fa piombo la polvere della strada.
La bocca dell’osteria vomita una luce guasta;
la sua finestra ha un riflesso di pozzanghera.
Tutto è umido, tutto è pesante.
La muffa disegna la carta
geografica dei paesi della miseria.
Il tuo vento umido e appiccicoso è come
lo sventolio delle lenzuola sporche,
o notte!
Penzoli dal cielo come sulla fune il cotone sfilacciato,
come sulla vita la tristezza,
o notte!
Grave è la notte! Pesante è la notte!
Così dormo, o fratelli, pure io.
Che la sofferenza non morda l’anima nostra,
né il corpo ci pizzichino le cimici.

Un sogno (E.A. Poe)

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In visioni di notturna tenebra
spesso ho sognato svanite gioie -
mentre un sogno, da sveglio, di vita e di luce
m' ha lasciato col cuore implacato.
Ah, che cosa non è sogno in chiaro giorno
per colui il cui sguardo si posa
su quanto a lui è d' intorno con un raggio
che, a ritroso, si volge al tempo che non è più?
Quel sogno beato - quel sogno beato,
mentre il mondo intero m' era avverso,
m' ha rallegrato come un raggio cortese
che sa guidare un animo scontroso.
E benchè quella luce in tempestose notti
cosi' tremolasse di lontano -
che mai può aversi di più splendente e puro
nella diurna stella del Vero?

15:00 Scritto da: hanrose in E.A. Poe | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: un sogno (e.a. poe) | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

Corrispondenze. (C.Baudelaire)

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La Natura è un tempio ove pilastri viventi lasciano sfuggire a tratti confuse parole; l'uomo vi attraversa foreste di simboli, che l'osservano con sguardi familiari. Come lunghi echi che da lungi si confondono in una tenebrosa e profonda unità, vasta come la notte e il chiarore del giorno, profumi, colori e suoni si rispondono. Vi sono profumi freschi come carni di bimbo, dolci come òboi, verdi come prati - altri, corrotti, ricchi e trionfanti, che posseggono il respiro delle cose infinite: come l'ambra, il muschio, il benzoino e l'incenso; e cantano i moti dell'anima e dei sensi.

Notte d'amore insonne (Garcia Lorca)

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Notte alta, noi due e la luna piena;
io che piangevo, mentre tu ridevi.
Un dio era il tuo scherno; i miei lamenti
attimi e colombe incatenate.
Notte bassa, noi due. Cristallo e pena,
piangevi tu in profonde lontananze.
La mia angoscia era un gruppo di agonie
sopra il tuo cuore debole di sabbia.
L'alba ci ricongiunse sopra il letto,
le bocche su quel gelido fluire
di un sangue che dilaga senza fine.
Penetrò il sole la veranda chiusa
e il corallo della vita aprì i suoi rami
sopra il mio cuore nel sudario avvolto.
 
Garcia Lorca