16.08.2010

Donne dannate (Baudelaire)

                                                                                              

12342417.jpg


Coricate sulla sabbia come armento pensoso volgono gli occhi verso l'orizzonte marino e i piedi che si cercano, le mani ravvicinate hanno dolci languori e brividi amari.
Le une, cuori innamorati di lunghe confidenze, nel folto dei boschetti sussurranti di ruscelli, vanno riandando l'amore delle timide infanzie e incidendo il legno verde dei giovani arbusti;
altre, camminano lente e gravi come suore attraverso le rocce piene di apparizioni, dove Sant'Antonio vide sorgere, come lava, i seni nudi e purpurei delle sue tentazioni;
e ve n'è che ai bagliori di resine stillanti, nel muto cavo di vecchi antri pagani, ti chiamano in soccorso delle loro febbri urlanti, o Bacco, che sai assopire gli antichi rimorsi.
Altre, il cui petto ama gli scapolari e nascondono il frustino entro le lunghe vesti, mischiano, nelle notti solitarie e nei boschi scuri, la schiuma del piacere e le lagrime degli strazi.
O vergini, o demòni, mostri, martiri, grandi spiriti spregiatori della realtà, assetate d'infinito, devote o baccanti, piene ora di gridi ora di pianti,
o voi, che la mia anima ha inseguito nel vostro inferno, sorelle, tanto più vi amo quanto più vi compiango per i vostri cupi dolori, per le vostre seti mai saziate, per le urne d'amore di cui traboccano i vostri cuori.

 

 

 

19:03 Scritto da: hanrose in Charles Baudelaire | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: baudelaire | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

26.07.2010

Corrispondenze. (C.Baudelaire)

6566868.jpg

La Natura è un tempio ove pilastri viventi lasciano sfuggire a tratti confuse parole; l'uomo vi attraversa foreste di simboli, che l'osservano con sguardi familiari. Come lunghi echi che da lungi si confondono in una tenebrosa e profonda unità, vasta come la notte e il chiarore del giorno, profumi, colori e suoni si rispondono. Vi sono profumi freschi come carni di bimbo, dolci come òboi, verdi come prati - altri, corrotti, ricchi e trionfanti, che posseggono il respiro delle cose infinite: come l'ambra, il muschio, il benzoino e l'incenso; e cantano i moti dell'anima e dei sensi.

Tramonto romantico ( Baudelaire, Charles - I Fiori Del Male )

messa.jpg

Com'è bello il sole quando tutto

Com'è bello il sole quando tutto fresco si leva e ci lancia il suo buongiorno come un'esplosione! - Fortunato colui che può con amore salutare il suo tramonto, più glorioso d'un sogno! Ricordo... Ho visto tutto, fiore, fonte, solco, crogiolarsi sotto il suo occhio palpitante... - È tardi, corriamo verso l'orizzonte per cogliere almeno un suo raggio obliquo. Ma io inseguo invano il Dio che si ritira; l'irresistibile, la nera, funesta, abbrividente Notte, fonda il suo imperio; nelle tenebre flutta un odore di tomba e il mio piede intimorito calpesta, sull'orlo del padule, rospi improvvisi e fredde lumache.

La musa venale ( Charles Baudelaire)

5921332.jpg
O musa del mio cuore, amante dei palazzi, avrai tu, quando Gennaio libererà i suoi venti, nella nera noia delle sere nevose, un tizzone che scaldi i tuoi piedi violacei?
Rianimerai dunque le tue spalle marmoree ai raggi notturni che filtrano attraverso le imposte? Al sentire borsa e palazzo a secco, raccoglierai l'oro delle volte azzurrine?
Bisogna che tu, per guadagnarti il pane d'ogni sera, dondoli, come il chierichetto, l'incensiere, cantando un Te Deum cui non credi?
 Oppure, come un saltimbanco a digiuno, mostrerai le tue grazie e il tuo riso molle d'un pianto che non si vede per far sì che il volgo si sganasci dalle risate?

25.07.2010

E poi, poi ancora (C.Baudelaire)

5413564.jpg
"O cervelli infantili! Abbiamo visto dovunque (per non dimenticare la cosa capitale) e senza averlo cercato, dall'alto sino al basso della scala fatale, lo spettacolo tedioso dell'eterno peccato:
la donna, schiava vile, stupida e orgogliosa, senza ridere e senza disgustarsi, si ama, si adora; l'uomo, tiranno cupido, ingordo, lascivo e duro, schiavo della schiava, rigagnolo nella fogna;
il carnefice che gioisce, il martire che singhiozza; la festa che insaporisce e profuma il sangue; il tiranno snervato dal veleno del potere e il popolo amante dello scudiscio che l'abbrutisce;
tante religioni simili alla nostra che danno la scalata al cielo; la Santità che, come un uomo di gusti delicati, sguazza su un letto di piume, cerca la voluttà fra i chiodi e il crine;
ciarliera, ebbra del proprio genio, pazza come era un tempo, l'Umanità che grida a Dio nella sua delirante agonia: "O mio simile, o mio signore, io ti maledico!"
e i meno sciocchi, arditi amanti della Demenza, che fuggendo il grande gregge recintato dal Destino, si rifugiano nell'oppio senza fine. - Tale è l'eterno resoconto del mondo intero."