15.02.2011

Alda Merini

Solo una mano d'angelo

 

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Solo un mano d'angelo
intatta di sè, del suo amore per sè,
potrebbe
offrirmi la concavità del suo palmo
perché vi riversi il mio pianto.
La mano dell'uomo vivente
è troppo impigliata nei fili dell'oggi e dell'ieri,
è troppo ricolma di vita e di plasma di vita!
Non potrà mai la mano dell'uomo mondarsi
per il tranquillo pianto del proprio fratello!
E dunque, soltanto una mano di angelo bianco
dalle lontane radici nutrite d'eterno e d'immenso
potrebbe filtrare serena le confessioni dell'uomo
senza vibrarne sul fondo in un cenno di viva ripulsa.

Alda Merini

 

Passato



Io sono certa che nulla più soffocherà la mia rima,
il silenzio l’ho tenuto chiuso per anni nella gola
come una trappola da sacrificio,
è quindi venuto il momento di cantare
una esequie al passato.

Alda Merini, da "La Terra Santa"

Le più belle poesie.



Le più belle poesie
si scrivono sopra le pietre
coi ginocchi piagati
e le menti aguzzate dal mistero.
Le più belle poesie si scrivono
davanti a un altare vuoto,
accerchiati da argenti
della divina follia.
Così, pazzo criminale qual sei
tu detti versi all’umanità,
i versi della riscossa
e le bibliche profezie
e sei fratello a Giona.
Ma nella Terra Promessa
dove germinano i pomi d’oro
e l’albero della conoscenza
Dio non è mai disceso né ti ha mai maledetto.
Ma tu sì, maledici
ora per ora il tuo canto
perché sei sceso nel limbo,
dove aspiri l’assenzio
di una sopravvivenza negata.

Alda Merini, da "La Terra Santa" 1983


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Due di Cesare Pavese (Quando non è vero amore)

 

 

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Uomo e donna si guardano supini sul letto:
i due corpi si stendono grandi e spossati.
L'uomo è immobile, solo la donna respira più a lungo
e ne palpita il molle costato. Le gambe distese
sono scarne e nodose, nell'uomo. Il bisbiglio
della strada coperta di sole è alle imposte.
L'aria pesa impalpabile nella grave penombra
e raggela le gocciole di vivo sudore
sulle labbra. Gli sguardi delle teste accostate
sono uguali, ma più non ritrovano i corpi
come prima abbracciati. Si sfiorano appena.
Muove un poco le labbra la donna, che tace.
Il respiro che gonfia il costato si ferma
a uno sguardo più lungo dell'uomo. La donna
volge il viso accostandogli la bocca alla bocca.
Ma lo sguardo dell'uomo non muta nell'ombra.
Gravi e immobili pesano gli occhi negli occhi
al tepore dell'alito che ravviva il sudore,
desolati. La donna non muove il suo corpo
molle e vivo. La bocca dell'uomo s'accosta.
Ma l'immobile sguardo non muta nell'ombra.

 


17:50 Scritto da: hanrose in Cesare Pavese | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: due, cesare pavese | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

Voglio una coppa piena sino all'orlo di John Keat



"Che terribile bellezza!
Da quest'istante strappo
dalla mia mente qualsiasi altra donna"


Voglio una coppa piena sino all'orlo
E dentro annegarci l'anima:
Riempitela d'una droga capace
Di bandire la Donna dalla mente.
E non voglio dell'acqua poetica, che scaldi
I sensi al desiderio lussurioso,
Ma una sorsata profonda
Tracannata dalle onde del Lete,
Per liberare con un incanto il mio
Petto disperato dall'immagine
Più bella che gli occhi miei festanti
Videro, intossicandone la mente.

È inutile - mi perseguita struggente
La dolcezza di quel viso.
Lo sfavillio del suo sguardo splendente -
E quel seno, terrestre paradiso.

Mai più felice sarà la vista mia,
Ché ha perso il visibile ogni sapore:
Perduto è il piacere della poesia,
L'ammirazione per il classico nitore.

Sapesse lei come batte il mio cuore,
Con un sorriso ne lenirebbe la pena,
E sollevato ne sentirei la dolcezza,
La gioia, mescolata col dolore.
Come un toscano perduto in Lapponia,
Tra le nevi, pensa al suo dolce Arno,
Così sarà lei per me in eterno
L'aura della mia memoria.


Mia cara ragazza




Mia cara ragazza, ti amo ancora e ancora e senza
riserve... In ogni modo possibile, anche le mie
gelosie non erano che agonie dell'Amore, nelle
fitte piu' intense che mai ho provato, sarei morto
per te.

Tu sempre nuova. L'ultimo dei tuoi baci era il piu' dolce,

l'ultimo sorriso il piu' luminoso,
l'ultimo movimento il piu' aggraziato.

John Keats a Fanny Brawne (1820)


17:43 Scritto da: hanrose in John Keats | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: mia cara ragazza | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

Vorrei sedermi vicino a te



Vorrei sedermi vicino a te in silenzio,
ma non ne ho il coraggio: temo che
il mio cuore mi salga alle labbra.
Ecco perche' parlo stupidamente e nascondo
il mio cuore dietro le parole.
Tratto crudelmente il mio dolore per paura
che tu faccia lo stesso.

Il mio cuscino mi guarda di notte
con durezza come una pietra tombale;
non avevo mai immaginato che tanto amaro fosse
essere solo
e non essere adagiato nei tuoi capelli.

Garcia Lorca


17:26 Scritto da: hanrose in Garcia Lorca | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: vorrei sedermi vicino a te | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

Mal d'amore



Amo tutto ciò che è stato, tutto quello che non è più,

il dolore che ormai non mi duole, l'antica e erronea fede,

l'ieri che ha lasciato dolore, quello che ha lasciato allegria

solo perché è stato, è volato e oggi è già un altro giorno.

Pessoa


17:24 Scritto da: hanrose in Pessoa | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: mal d'amore | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

La bolla di sapone



Lo sai chied'è la Bolla de Sapone?
L'astuccio trasparente d'un sospiro.
Uscita da la canna vola in giro,
sballottolata senza direzzione,
pe' fasse cunnolà come
se sia dall'aria stessa che la porta via.
Una Farfalla bianca,
un certo giorno,
ner vede quela palla cristallina
che rispecchiava come una vetrina
tutta la robba che ciaveva intorno,
j'agnede incontro e la chiamò:
- Sorella, fammete rimirà!
Quanto sei bella! Er celo, er mare,
l'arberi, li fiori pare che t'accompagnino ner volo:
e mentre nubbi, in un momento
solo, tutte le luci e tutti li colori,
te godi er monno e te ne vai tranquilla
ner sole che sbrilluccica e sfavilla.
La Bolla de Sapone je rispose: -
Sò bella, sì, ma duro troppo poco.
La vita mia, che nasce
per un gioco come
la maggior parte de le cose,
sta chiusa in una goccia.......
Tutto quanto finisce
in una lagrima de pianto.

(Trilussa)

 


17:23 Scritto da: hanrose in Varie Poesie | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: trilussa | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

La sottoveste. Guillame Apollinaire

 


La sottoveste


Guillame Apollinaire


Buondì Germaine Avete una bella sottoveste
Una bella sottoveste di regina e di regina crudele
Fatemi toccare la seta Una seta del Giappone
Con un largo volant di merletto antico
Questa campana di seta ove il doppio battacchio
Delle gambe rintoccò a morto per i miei capricci
Io la suono mia Germaine col seno palpitante
E le mani appoggiate sulle vostre anche complici
La vostra camera mia campana è un affascinante campanile
Ove le mie mani sulla seta mi straziano le orecchie
I ganci forca delle sottovesti appese
Dondolano impiccati di seta che mi meravigliano
Immobile come un gufo la lampada veglia.


 


17:19 Scritto da: hanrose in Guillame Apollinaire | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: guillame apollinaire | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

Poesie erotiche

 




F. Garcia Lorca


Vederti nuda è rievocare la terra.
La terra piana e priva di cavalli.
La terra senza un giunco, forma pura
chiusa al futuro: confine d'argento.
Vederti nuda è comprendere l'ansia
della pioggia che cerca fragili fianchi,
o la febbre del mare dal volto immenso
che non trova la luce della sua guancia.
Il sangue risuonerà nelle alcove
e verrà con spada di folgore,
ma tu non saprai dove si celano
il cuore di rospo o la violetta.
Il tuo ventre è uno scontro di radici,
le tue labbra un'alba senza profilo,
e sotto le tiepide rose del letto gemono
i morti, in attesa del loro turno



Toccare


Octavio paz


Le mie mani
aprono la cortina del tuo essere
ti vestono con altra nudità
scoprono i corpi del tuo corpo
le mie mani
inventano un altro corpo al tuo corpo.


Lasciami sciolte le mani e il cuore


Pablo Neruda


Lasciami sciolte le mani e il cuore,
lasciami libero!
Lascia che le mie dita scorrano
per le strade del tuo corpo.
La passione - sangue, fuoco, baci -
m'accende con vampate tremule.
Ahi, tu non sai cosa significa questo!
E' la tempesta dei miei sensi
che piega la selva sensibile dei miei nervi.
È la carne che grida con le sue lingue ardenti!
È l'incendio!
E tu sei qui, donna, come un legno intatto
ora che vola tutta la mia vita ridotta in cenere
verso il tuo corpo pieno, come la notte, di astri!
Lasciami libere le mani
e il cuore, lasciami libero!
Io solamente ti desidero, io solamente ti desidero!
Non è amore, è desiderio che inaridisce e si estingue,
è precipitare di furie,
avvicinarsi dell'impossibile,
ma ci sei tu,
ci sei tu per darmi tutto,
e per darmi ciò che possiedi sei venuta sulla terra -
come io son venuto per contenerti,
e desiderarti,
e riceverti!

 


17:16 Scritto da: hanrose in Poesie erotiche | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: poesie erotiche | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

Poesie arabe


Kahlil Gibran


Farò della mia anima uno scrigno


Farò della mia anima uno scrigno per la tua anima,
del mio cuore una dimora per la tua bellezza,
del mio petto un sepolcro per le tue pene.
Ti amerò come le praterie amano la primavera,
e vivrò in te la vita di un fiore sotto i raggi del sole.
Canterò il tuo nome come la valle canta l'eco delle campane;
ascolterò il linguaggio della tua anima
come la spiaggia ascolta la storia delle onde.


Io ti amo quando piangi


Nizar Gabbani


Io ti amo quando piangi
e amo il tuo viso annuvolato e triste.
La tristezza ci unisce e ci divide
senza che io sappia
senza che tu sappia.
Quelle lacrime che scorrono,
io le amo
e in loro amo l'autunno.
Alcune donne hanno dei bei visi
ma diventano piu' belli quando piangono.


Il canto della pioggia


Badr Shakir as-Sayyab


Da quando eravamo bambini, il cielo
si copriva d'inverno
e scrosciava la pioggia,
e ogni anno, anche quando verdeggiava
la terra, eravamo affamati;
non c'è anno che in Iraq non sia fame.
Pioggia...
Pioggia...
Pioggia...
In ogni goccia di pioggia
sono rossi o gialli germogli di fiori.
Ogni lacrima di affamato e di ignufo,
ogni goccia che brilla del sangue dell'uomo
è un sorriso che attende nuove labbra
o un sogno che appare sulla bocca del bimbo
nel giovane mondo di domani, donatore di vita!
Pioggia...
Pioggia...
Pioggia...


La notte del destino


Younis Tawfik


Nei varchi tra la notte
e l'impossibile,
sotto un velo di neve,
ti ho inteso gridare le forme delle piaghe
e nella tenda del silenzio soffrivi l'eco:
condividevi il terrore con il tuo assassino,
aprivi il petto al vento,
mettevi catene alla passione
e per il pianto...
E' la Notte del Destino,
perciò strappati il manto della sopportazione,
e sacrifica gli occhi ai numi della guerra,
finché le tue visioni non verran meno...
E' notte di ghiaccio
ed è di fuoco,
è notte
che gli specchi del cielo vedono
infrangersi
...e ne scendono lune,
come fossero pioggia di pietra...
Fisso così il tuo nome
ed il tuo volto,
fisso la morte finché arriva il giorno.
Ma intanto, tu
spartisci il mio tormento e poi scompari,
ti trasformi in miraggio dell'infanzia,
penetri nel segreto del deserto
e il tuo cuore fiorisce sulla sabbia,
simile a un girasole, un canto funebre.
Intanto, tu
diventi il riso di bambino che la vita ha ucciso
e in questa notte rinasce, quando
Dio scende, plenilunio triste,
sopra i due fiumi,
e sugli schieramenti delle palme.

17:13 Scritto da: hanrose in Poesie arabe | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: poesie arabe | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

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